Il film

(BOM, YEORUM, GAEUL, GYEOUL, GUERIGO, BOM, Corea del Sud 2003, 103′, versione originale con sottotitoli in italiano).

Meditazione per immagini, racconto morale esistenziale, storia di un’anima che impara la fatica, il dolore, la bellezza della vita. Uno dei film più amati del regista coreano Kim Ki-duk, che mette in scena le stagioni dell’esistenza, ambientando la sua storia in un eremo, raccontando il percorso di un monaco buddhista. Quale miglior commentatore di un maestro zen? A parlare del film, infatti, ci sarà Carlo Zendo Tetsugen Serra, che ci introdurrà nel mondo spirituale del buddhismo, ci parlerà di meditazione e ci indicherà la via spirituale della consapevolezza e del “qui e ora”.

Sinossi

In un eremo galleggiante, al centro di un lago immerso in una foresta incontaminata, vivono un maestro buddhista e un giovane aspirante monaco. Il film è diviso in cinque parti e racconta la vita del ragazzo, che all’inizio della storia si diverte a torturare degli animali innocenti, e viene rimproverato per questo. Seguono i turbamenti amorosi dell’adolescente, dopo l’incontro con una ragazza malata, i drammi dell’uomo adulto, le scoperte della maturità.

«Questo film non parla di buddhismo, o più ampiamente di religione, parla della vita prendendo in prestito alcuni elementi della religione buddista».  (Kim Ki-duk).

«L’ambientazione che sembra più accogliente – una valle inondata, un tempio fluttuante e una perenne aura di misticismo – rispetto ai consueti paesaggi suburbani, carichi di disagio, introduce a una storia non meno crudele e intensa di quelle a cui Kim ha abituato il suo pubblico… Un monaco-santo – il soprannaturale, o l’inesplicabile, che accompagna i suoi gesti non è mai sottolineato, è solo assunto come tale – fa da raccordo tra segmenti narrativi che corrispondono ad altrettanti fasi della crescita, caduta o ascesa di un uomo, prigioniero di barriere interiori e di pulsioni e istinti che fatalmente lo allontanano dal cammino della saggezza. Un percorso che è forse impossibile da affrontare senza errare, senza che i più miserabili degli atti insegnino a riconoscere il vero e il giusto nella natura delle cose». (Emanuele Sacchi, “Mymovies.it”)

Al termine, incontro con il maestro zen CARLO ZENDO TETSUGEN SERRA, fondatore dei monastero Enso-ji Il Cerchio di Milano.

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