Il film

(Francia 2016, 105′).

L’invisibile è al centro di questo film misterioso, indecifrabile, uno straordinario esercizio di regia e di rabdomanzia, a caccia di fantasmi (quelli della mente, dell’al di là, del cinema), grazie anche alla prova maiuscola di Kristen Stewart. Per la prima volta Assayas esplicita la dimensione spirituale del suo cinema. Va in scena l’immateriale, nella sua forma metafisica, psicologica, ma anche digitale. Roberto Mordacci, filosofo e cinefilo, conosciuto per la sua “filosofia del cinema”, ci aiuterà a capire i segreti di questo grande regista, così fisico nel suo approccio eppure così astratto.

Sinossi

Maureen è americana ma vive a Parigi, dove lavora come personal shopper, scegliendo vestiti e accessori di una star di nome Kyra. Ma Maureen ha anche un altro dono: può comunicare con gli spiriti. Per superare il trauma della scomparsa del fratello gemello Lewis, cerca un contatto con lui nell’al di là. Intanto però riceve messaggi inquietanti da uno sconosciuto. Una “presenza” c’è, ma chi è davvero?

«La realtà materiale porta con sé una dimensione invisibile e nei miei film gli oggetti e i luoghi sono un “medium” tra passato e presente, tra visibile e invisibile. Nel cinema l’immateriale diventa reale. Quando nella casa di Ore destate si parla del nonno, di un uomo che per anni ha abitato quelle mura, si capisce che nelle parole dei suoi familiari c’è qualcosa in più di un semplice ricordo, che in quel momento si sta evocando un fantasma… Tutto questo ritorna in Personal Shopper con una prospettiva ribaltata: il soggetto diventa l’invisibile, senza che io dia alcuna spiegazione. Questo mi permette di muovermi in una zona finora sconosciuta, di esplorare una dimensione invisibile presente, non solo nei miei film, ma credo in tutto il cinema».  (Olivier Assayas, intervistato da “Cineforum.it”)

Al termine, incontro con il filosofo ROBERTO MORDACCI, preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

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