Il film

(Italia, 2017, 100′).

L’esordio nel lungometraggio di Giovanni Bedeschi, conosciuto come autore di spot e cortometraggi di successo, nasce dalla sua esperienza come volontario nella mensa dei poveri dell’Opera San Francesco. Il desiderio di dare voce a chi non ne ha, si è incarnato in un’opera profondamente milanese (la Milano più nota e quella più nascosta), che è insieme documento e invenzione, realtà e fantasia. Potremmo chiamarlo “realismo magico”. Al centro della storia, un miracolo in forma di bambino. Ciò che conta qui non è la ricerca formale, ma il tentativo (riuscito) di fare cinema popolare, con grande semplicità, unendo l’impegno sociale con la virtù salvifica dell’immaginazione.

Sinossi

In una gelida notte milanese, Lilli e Annibale, ospiti abituali della mensa dei poveri, si preparano ad andare a riposare, cercando un rifugio di fortuna, quando all’improvviso sentono dei vagiti, e scoprono un neonato abbandonato in un cassonetto. Il problema è che quel bambino lo vedono solo loro. E quelli come loro. Che vivono in un luogo abbandonato vicino alla stazione Greco-Pirelli. Comincia così una storia straordinaria, fatta di povertà e riscatto, credenti veri e fasulli, mentre si diffonde un messaggio di speranza e cambiamento.

«Da anni occupo il mio tempo libero come volontario presso la mensa dei poveri dell’Opera San Francesco dei frati cappuccini. In quel luogo così lontano dalle nostre case, eppur così vicino, ho potuto vedere e ascoltare storie straordinarie ed emozionanti di persone a cui è bastato veramente poco per trovarsi in mezzo a una strada: papà separati, pensionati con il minimo della pensione, persone che arrivano a Milano in cerca di fortuna e poi si ritrovano senza un soldo, imprenditori falliti, operai senza lavoro dopo la chiusura della loro fabbrica, profughi e tantissime altre storie. Che sentivo il bisogno di raccontare».  (Giovanni Bedeschi)

Al termine, incontro con il regista GIOVANNI BEDESCHI

Foto

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