Una delle caratteristiche del festival Aquerò è quella di non essere ossessionato dall’attualità. Ci sono le anteprime, certamente, ma anche i classici (il doppio appuntamento con Giovanna d’Arco, versione Dreyer e Bresson) e soprattutto una serie di film che rappresentano perfettamente il concetto di “cinema dell’invisibile” e si prestano ad essere guardati e discussi nell’ottica della ricerca di senso, della spiritualità (non confessionale), dell’interiorità, i temi al centro della rassegna.

Potremo vedere anche film invisibili (al cinema) come Rintocchi dal profondo, uno dei tanti capolavori di Werner Herzog, Sao Jeronimo, un’opera magica e dimenticata di Julio Bressane, o quell’esercizio di poesia pura che è Madre e figlio di Aleksander Sokurov. Ma potremo anche ri-vedere celeberrimi film di Terrence Malick e Kim Ki-duk, o riflettere a fondo su Personal Shopper di Olivier Assayas.

Ognuno di questi film sarà accompagnato da una riflessione-lectio magistralis di filosofi come Silvano Petrosino e Roberto Mordacci, di un esperto di mistica come Marco Vannini, del poeta Davide Rondoni, e di personaggi del mondo religioso come il teologo Giuliano Zanchi (noto esperto di estetica), il monaco zen Carlo Zendo Tetsugen Serra o padre Andrea Dall’Asta (direttore del San Fedele, che di cinema se ne intende). Alla fine, ogni volta, ci sarà spazio per il confronto col pubblico.

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