CATERINA ERICA SHANTA

Giovane artista, nata a Landstuhl in Germania nel 1986, laureata in Arti Visive presso l’università IUAV di Venezia, ha all’attivo esperienze formative e residenze a Venezia (Fondazione Bevilacqua la Masa), Milano (alla Fabbrica del Vapore per Artevisione 2016, Sky Arte e Careof) e Firenze (Artists Moving Images, Lo Schermo dell’Arte). Ha partecipato a diverse mostre e video proiezioni. Ha realizzato i lavori fotografici The Roommate (2016) e Ricordo ciò che ho visto (2017); le audio-opere Intersezioni: per un film senza immagini (2016) e Andava di brutto, ma il tipo che parlava, se stava zitto era meglio (2016); le opere video Sogni, film sulla seconda guerra mondiale a Venezia (2015), Palmyra (2015), dedicato alla storia della città siriana, realizzato per uno spettacolo teatrale in omaggio all’archeologo giustiziato dei militanti dell’IS Khaled Al Asaad, e Bird View (a gaming landscape) (2017). I suoi lavori di ricerca sono incentrati principalmente sulla pratica documentaria, quale strumento di esplorazione della memoria individuale e collettiva. Il documentario così inteso diviene un mezzo per riflettere sulle immagini raccolte, sulla loro circolazione o censura. Il continuo cambio di senso delle immagini le pone in costante oscillazione tra finzione, biografia, autobiografia e storia.