Semplicemente un capolavoro. A proposito di “spirituale nel cinema”.

Un classico di Robert Bresson aprirà il festival, venerdì 9 febbraio alle 15, in versione originale e, soprattutto, in pellicola. Per partire dalle radici.

Scriveva Bresson: «Non abbiamo sculture o ritratti di Giovanna d’Arco. Ma abbiamo qualcosa che è meglio di un ritratto: le sue parole davanti ai giudici di Rouen… Tutto il suo processo è un vero capolavoro… Gli interrogatori servono solo a provocare sul viso di Jeanne le sue profonde impressioni, a registrare i movimenti della sua anima».

Basato rigorosamente sui documenti storici, fondato sulla volontà di togliere, asciugare, ridurre la storia e il cinema alla sua essenza, fino a esaltare la figura di Giovanna, nella sua umanità, nel suo spessore mistico. Non c’è un solo movimento della macchina da presa inutile. Il risultato è magnetico e potente.

Ne parleremo alla fine con uno dei critici cinematografici più conosciuti e apprezzati, Paolo Mereghetti.

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